E che dire, se n’è andata una delle mie più grandi fonti di ispirazione per quanto riguarda il gioco del rap…Con Havoc ha significato una rivoluzione nel mio modo di intendere il rap ed il produrre beats. Ci rimane la musica. In questo caso voglio ricordare P con un rmx che realizzai qualche anno fa

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Che dire, RahStrada al beat ed alle rime, The YoungFader alle ruote d’acciaio, il disco procede ed è pronto ad esplodere come una…Supernova!

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Schizzo a grafite, digitalizzato e vettorializato

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Lo schiacciasassi è ripartito ed in attesa del nuovo disco targato Long Bridge abbiamo deciso di lanciarci in un progetto stile vecchia scuola, un mixtape di strofe e basi originali.
Dove sta la novità? Presto detto: (altro…)

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Si riparte dopo un po di silenzio, in ballo tanti progetti con al centro il disco nuovo…senza peli sulla lingua come sempre e come sempre con l’Hardcore nel mirino.

“Giochi preziosi” è in ordine di tempo l’ultimo pezzo registrato per il nuovo progetto che vedrà la luce dopo l’estate e mi vede alle macchine a supportare le Rime di Rah Strada e gli scratch di The YoungFader. Long Bridge classic.

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Long Bridge nasce nel 1999 dall’incontro di due crew, FMP Prod. da Pistoia ed Hélite Hit (costola della storica crew 3CK) da Firenze; da li in poi di acqua sotto il ponte ne è passata (di birra assai di più..) così come i membri che si sono avvicendati, con uno zoccolo duro che resiste dal giorno uno.

(altro…)

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A vedere la tv e ad ascoltare la radio sembrerebbe che in questi ultimi anni l’Italiota abbia scoperto l’Hip Hop, che il pubblico cominci a capire un linguaggio universale ma che nel gretto provincialismo dello stivale non aveva ancora trovato il suo collocamento e che anche i discografici italiani, notoriamente conservatori, abbiano capito l’antifona…ma è realmente così? E’ questo che volevamo? E’ questo che vogliamo?
Facciamo un passo indietro. Queste, com’è ovvio, sono solo considerazioni personali, lungi dal voler rappresentare la verità assoluta…questa è la mia verità, quella che vale per me e me soltanto, al limite per chi condivide un certo modo di sentire e di vivere l’Hip Hop. (altro…)

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Sarà che son vecchio, che sono abituato a giudicare un pezzo dal beat e dalle rime, sarà che la musica sono sempre stato abituato a farla per esigenza personale e non per sfida contro il prossimo o per farla giudicare, sarà che preferisco un ceto stile ed un certo modo ma questa fissa per il contest ad ogni costo non lo capisco, soprattutto se si parla di beats. Decine di gare dove i produttori mettono in mostra il loro repertorio fatto di tagli e compressori, gente che non aspetta altro che mettersi in competizione…mi si dirà che è un modo come un altro per far sentire la propria musica…io rispondo che volenti o nolenti questa banalizzazione del gesto creativo che sublima da esigenza d’espressione a carta da giocare nella corsa all’esposizione mediatica palesa soltanto l’introiezione nemmeno troppo celata dei paradigmi della società del reality, della sovraesposizione mediatica che acquista valore e senso solo in virtù dei Mi piace su un social network. La banalizzazione del medium espressivo svuota di significato i contenuti depotenziando non solo il portato creativo che diventa mezzo e non più urgenza individuale, ma anche il concetto che sta alla base stessa della ricerca creativa, che non è altro che ricerca di senso. Opinione personale, ovvio, oltretutto anche questa inutile orpello appeso al collo della cara μουσική…torniamo a fare altro.

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Un mio RMX di un classico

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Una delle collaborazioni che mi ha dato di più in assoluto, con un pilastro della scena toscana, Grand Master Granu, e suo Fratello Rico Prime, al quale va un grande abbraccio, stringi i denti e non ti far piegare! FREE RICO PRIME!!

 

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